From Due Stelle to Rigiriamo: La Notte in cui la Storia è tornata a Ballare

Il fruscio del vinile: Rigiriamo Web Radio celebra il mito
C’è un’onda di mare che ogni tanto disturba le frequenze, ma per noi di Rigiriamo Web Radio quel fruscio non è un errore: è il nostro timbro, il suono del vinile che riprende vita. Nei nostri studi di Quistello abbiamo vissuto una notte speciale, una di quelle che profumano di lacca, fumo di sigaretta e sogni anni Ottanta, per celebrare il mito del Due Stelle di Reggiolo. A condurre questa straordinaria serata dei ricordi è stato Roberto Debiasi, speaker e fondatore di Rigiriamo Web Radio, che ha guidato il pubblico e gli ospiti attraverso decenni di musica e vita notturna. Non è stata solo una trasmissione, ma un incontro tra vecchi amici che hanno scritto la storia del divertimento, a partire dai DJ Angelo Mazzi e Moreno Pavesi, tornati dietro ai piatti per far girare esclusivamente i vinili originali sui leggendari Technics SL-1200.
I protagonisti: dai laser pionieristici ai segreti del bancone
La narrazione, orchestrata da Debiasi, è stata un viaggio tra aneddoti incredibili e volti indimenticabili. Giulio Montanarini, il “mega direttore” primo storico DJ del locale, nonché presentatore, ha ricordato con emozione i brani storici con i quali riempiva la pista del Due Stelle, brani che ancora oggi sono considerati riempi pista in molti eventi. Insieme a lui, Maurizio Torreggiani, il mago delle luci, ha rievocato l’epoca pionieristica dei laser: strumenti che oggi costano poco ma che allora richiedevano investimenti da centinaia di milioni di lire e ore di studio solo per programmare un singolo disegno. Accanto a loro, l’immancabile Donato, lo storico barman che dal bancone dell’American Bar raccoglieva gli amori e gli umori di migliaia di ragazzi, ricordando con un sorriso le incursioni di Giulio che ogni sera si presentava con una ragazza diversa.
Stelle internazionali: le pretese di Donna Summer e il funk di James Brown
Il palcoscenico del Due Stelle Music Hall ha visto passare giganti del panorama internazionale. Si è parlato di Donna Summer, che arrivò con un contratto blindato fatto di frutta fresca per trenta persone, Dom Perignon e bicchieri di cristallo; poiché i camerini non furono ritenuti all’altezza, la star finì per essere ospitata nella villa di un vicino impresario di liscio. E che dire di James Brown? Il suo funk era considerato “troppo cattivo” dai titolari, tanto che un suo disco finì letteralmente spezzato a metà. La lista dei grandi nomi continua con le atmosfere dei Rockets, il ritmo dei Gibson Brothers, il carisma di Grace Jones e le icone pop come i Village People.
L’umanità dei grandi: da Lucio Dalla a Benigni “spazzino”
Ma i ricordi più dolci sono quelli legati all’umanità dei grandi artisti italiani. È emerso il ritratto di un Lucio Dalla umilissimo e spassoso, capace di passare ore a giocare a bigliardino con i tecnici mentre montavano l’impianto. C’è stata la poesia di Gino Paoli, che a fine serata si fermava con lo staff a mangiare l’anguria fresca e finiva per suonare la chitarra sui divanetti per ore. E poi le risate con Massimo Boldi e Teo Teocoli, che cenavano con la “famiglia” del Due Stelle prima di andare in scena, o l’energia travolgente di un giovanissimo Roberto Benigni che non esitava a prendere in mano la scopa per aiutare il personale a pulire la sala a fine serata.
La storia del Due Stelle è stata fatta anche di sfide musicali. Angelo Mazzi ha raccontato di quando propose per la prima volta la New Wave con New Gold Dream dei Simple Minds: la pista si svuotò completamente e il titolare Ferruccio Crema – che insieme al fratello Renzo guidava il locale – salì in console furioso chiedendo cosa fosse quella “musica rock”. Eppure, quei brani diventarono poi i più ballati, segnando il passaggio verso l’elettronica dei Kraftwerk e di Jean-Michel Jarre.
Rivoluzioni musicali e solidarietà: l’eredità del Due Stelle
Oggi quel legame non si è spezzato. Attraverso il gruppo Forever Due Stelle, i protagonisti di allora – inclusi personaggi come Maurizio Mazzoni, Massimo Lanfredi o il barista Rino Marchiò e tanti altri – continuano a trovarsi per serate di beneficenza che hanno già permesso di donare quasi 20.000 euro a realtà pediatriche e oncologiche. Come ha ricordato Roberto Debiasi nel momento conclusivo della serata, il Due Stelle non era soltanto una discoteca, ma un luogo di incontro e di crescita per un’intera generazione. Un’esperienza condivisa che, ancora oggi, riaffiora con forza: basta vedere un vinile girare sul piatto perché riaffiorino ricordi e brividi di emozione.
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