Dai banchi di scuola alla panchina: Pier Volpi e la “rivoluzione” del Calcio Quistello.
Molto più di una partita: la ricetta del Prof. Volpi per formare prima le persone e poi i calciatori, uniti da una comunità che fa la differenza.

Avete presente quell’insegnante che non si limita a spiegarvi la lezione, ma cerca di capirvi davvero? Ecco, prendete quell’energia e portatela su un campo da calcio. Nella nostra ultima puntata di “Due come noi” su Rigiriamo Web Radio, abbiamo fatto due chiacchiere con Pier Volpi, il “Prof” di religione che di pomeriggio chiude i libri e si lancia a capofitto nella gestione del settore giovanile del Calcio Quistello. E ragazzi, quello che è venuto fuori non è il solito discorsetto noioso sullo sport.
Spoiler: non si parla solo di pallone
In un mondo dove i feed di TikTok e Instagram ci bombardano di creator, successo facile e idoli irraggiungibili, il campo sportivo di Quistello è una vera e propria oasi di realtà. Il vero obiettivo qui non è sfornare il prossimo fenomeno da Pallone d’Oro pronto a firmare contratti milionari, ma costruire persone vere.
Il Prof ce l’ha detto senza troppi giri di parole: l’idea è formare prima l’uomo e poi il calciatore. Niente atteggiamenti da divo. Si parte dalle basi, quelle vere: salutare quando si entra al campo, rispettare i compagni, l’allenatore e lo spogliatoio. Si impara a “volare bassi”. Hai fatto un gol pazzesco? Grande, ma prima di tutto corri ad abbracciare i tuoi compagni, perché da solo non vai da nessuna parte. E se si perde o si fa una figuraccia? Zero scuse. Niente “è colpa dell’arbitro” o “il campo era rovinato”. La cultura dell’alibi qui non entra: ci si prende le proprie responsabilità, si accetta che l’avversario ha giocato meglio e ci si rimette sotto con l’allenamento. Un mind-set che, fidatevi, serve molto più nella vita che in area di rigore.
Empatia livello pro (e nessuno viene lasciato indietro)
La cosa davvero forte è come l’esperienza da prof entri in scivolata (ma pulita!) sul campo da calcio. Avere a che fare tutti i giorni con i ragazzi permette a Volpi di individuare subito se un ragazzo ha la luna storta per una verifica andata male o se sta attraversando un momento no. È tutta una questione di empatia: capire chi ha bisogno di una spinta, chi di una strigliata e chi solo di essere ascoltato.
In una realtà di paese come la nostra, l’inclusività è tutto. La società fa i salti mortali per non lasciare fuori nessuno, aiutando anche chi ha difficoltà logistiche per i trasporti dalle frazioni o situazioni familiari complicate. Come ha detto Pier: la vittoria più epica non è la coppa da mettere in bacheca, ma iniziare la stagione in diciotto e arrivare a fine anno in diciotto, senza aver perso per strada nessun compagno.
Il superpotere di Quistello: la community
Tutto questo, compreso il super Torneo Moretti che in questi giorni sta portando in paese oltre sessanta squadre, non si regge in piedi da solo. Dietro le quinte c’è un esercito silenzioso ma fondamentale: i volontari. Dai dirigenti, a chi lava le divise, fino a chi prepara cene straordinarie sotto lo stand gastronomico. È tutta la comunità di Quistello che fa squadra per dare ai più giovani un posto dove stare bene, staccare la testa dagli schermi e crescere.
Vi siete persi la diretta e volete recuperare l’intervista completa? Niente panico. Potete rivedere l’intera puntata sulla pagina YouTube di Rigiriamo Web Radio.
E mi raccomando, restate connessi: noi ci mettiamo la musica e i microfoni, ma la vera voce siete voi!
Vuoi saperne di più? Visita il sito di ASDC Quistello scoprire tutte le attività dell’associazione.
